giovedì 6 giugno 2013

Come si costruisce un tamburo


Giovedì 9 maggio siamo andati a casa di signor Angelino Russo che ci ha fatto vedere come si costruisce un tamburo secondo la tradizione sassarese.

L’occorrente per realizzare il tamburo è il seguente: lastra di ottone, cerchi di legno, corde di nylon (si dovrebbe usare il budello ma è troppo costoso), tiranti di corda, fascette di cuoio e pelle di capra e capretto (due pelli di capra per la parte superiore e una di capretto per la parte inferiore).
Dalla porzione di pelle utilizzata dipende il suono del tamburo che non è mai uguale perché sono realizzati artigianalmente.

Le fasi di lavorazione

Il signor Angelino dopo averci mostrato il materiale, lo ha costruito: prima di tutto ha piegato la lastra di ottone, ha inserito tre cerchi di legno nell’estremità superiore e altri tre nell’estremità inferiore e ha bloccato sia la lastra che le pelli.

 I cerchi di legno erano tre sovrapposti perché un solo cerchio sarebbe stato troppo rigido per piegarlo.
I cerchi avevano dei fori attraverso i quali passavano le corde di nailon. Su queste il signor Angelino ha inserito le fascette di cuoio che servono per regolare il suono del tamburo.

Infine ha suonato il tamburo facendoci sentire i diversi ritmi che accompagnano le processioni e la discesa dei candelieri.

Siamo stati sorpresi quando il nipotino di signor Angelino che ha solo due anni e mezzo ha suonato il tamburo perché è stato molto bravo. Infine ha chiesto anche a noi di suonare il tamburo e ci siamo divertiti.

Il signor Angelino ci ha detto inoltre, che per pulire le pelli si devono lasciare nell’acqua con un pugno di calce per circa otto giorni. La costruzione di un tamburo richiede circa un mese di lavoro ma il signor Angelino ci ha detto che il risultato finale, ripaga di tutto questo lavoro.


a cura dell'ins. Giovanna Carta e degli alunni della seconda B e quarta C

lunedì 27 maggio 2013

Cenni storici sulle chiese che custodiscono i candelieri durante l’anno

Chiesa di Santa Maria in Betlem

La chiesa è ubicata, con l’annesso convento dei frati francescani, in piazza Santa Maria. È dedicata alla Vergine Assunta in Cielo, patrona della città.

I frati francescani, custodi di questa chiesa, arrivarono a Sassari tra il 2° e in 3°decennio del XIII secolo. Avevano ricevuto in dono il Monastero di Santa Maria in Campulongu che in origine era appartenuto ai benedettini.

Il primo intervento consistente sia alla chiesa che al convento si ha tra il 1440 e il 1465 con l’aggiunta in stile tardo gotico di alcune cappelle laterali. Nel XVII secolo fu aggiunta l’abside semicircolare. Introno al 1800 la chiesa venne restaurata su un progetto del frate architetto Antonio Cano che introdusse elementi architettonici e decorativi in stile rococò e neoclassico; venne realizzata la cupola a pianta ellittica. Nel 1846 l’architetto A. Cherosu realizzò la torre campanaria a canna cilindrica, in sostituzione del campanile gotico-catalano a pianta ottagonale. La chiesa, a una sola navata coperta da volta a crociera, è scandita da paraste. La facciata è a capanna, in pietra arenaria.

La chiesa è sede della cappella di sette Gremi:
Gremio dei Sarti
Cappella di N.S. di Monserrato

Gremio dei Muratori
Cappella Madonna degli Angeli

Gremio degli Ortolani
Cappella N.S. di Valverde
 
Gremio dei Contadini
Cappella S. Giovanni Battista della Nebbia

Gremio dei Piccapietre
 Cappella N.S. della Salute
 

Gremio dei Falegnami
Cappella di San Giuseppe

Gremio degli Autoferrotranvieri
Il Gremio non partecipa alla faradda
 



Cattedrale di San Nicola

La cattedrale di San Nicola è la chiesa principale della città. Si trova nel centro storico, in piazza Duomo. È sede della cattedra dell’Arcivescovo metropolita dell’Arcidiocesi. Consacrata a San Nicola di Mira, è anche parrocchia.

L’esistenza di una chiesa dedicata a San Nicola risale al XII° secolo, la citazione in un documento monastico, il condaghe di San Pietro in Silki. Il tempio sorge in una realtà su un preesistente edificio paleocristiano, i cui resti sono visibili sotto l’attuale abside. La chiesa venne in seguito ricostruita nel XIII secolo in stile romanico-pisano.

Nel 1518 la chiesa venne rinnovata interamente in stile gotico-catalano e tra il XVII e XVIII secolo venne edificata la facciata in stile barocco. Sul fianco sinistro della cattedrale si eleva il campanile a base quadrata, sulla cui sommità si innalza una snella torretta ottagonale cupolata. L’interno della chiesa è a una navata divisa in due campate da arcate ogivali, lateralmente si aprono otto cappelle, due per campata, alle quali si accede attraverso archi a tutto sesto. Sull’altare maggiore in marmo, caratterizzato da due coppie di colonnine, è esposta l’icona della Madonna del Bosco del XIV secolo.

La chiesa è sede delle cappelle di due Gremi:

 Gremio dei Calzolai
Cappella Santa Lucia

Gremio dei Fabbri

Cappella Sant’Eligio

 
Chiesa di Sant’Agostino

È una chiesa parrocchiale situata in piazza Sant’Agostino. La costruzione inizia attorno all’anno 1574, mentre la facciata fu completata nel 1605 e in seguito vennero costruite le cappelle laterali, cinque per lato. La chiesa in stile gotico-catalano, è a pianta rettangolare, a una navata scandita da paraste con arcate ogivali che dividono l’aula in cinque campate. La cappella mediana sinistra è dedicata alla Madonna del Buon Cammino (patrona del Gremio dei Viandanti) e presenta volte a botta e abside semicircolare. Nella gemma della volta a crociera sul presbiterio è scolpita un’immagine della Madonna col Bambino.
La chiesa è sede della cappella del
Gremio dei Viandanti
Cappella Madonna del Buon Cammino

 
 
Chiesa di San Pietro in Silki
La chiesa di San Pietro è uno dei più antichi luoghi di culto di Sassari, annessa al convento dei frati francescani, è ubicata in una zona periferica della città e si affaccia in una vasta piazza accessibile da via delle Croci.

La fondazione della chiesa, in origine annessa ad una abazia benedettina, è compresa tra il 1065 e il 1082, citazione che si trova nel documento “condaghe di San Pietro di Silki”. L’edificio poi venne riedificato in stile romanico nel XIII secolo e completato tra il XV°e il XVII secolo. Il monastero passò ufficialmente ai Francescani nel 1467.

La chiesa presenta una facciata seicentesca in stile classico, l’interno è a pianta rettangolare, con quattro cappelle laterali. Il presbiterio ospita il fastoso altare maggiore in legno dorato al centro del quale vi è la nicchia che contiene la Madonnina delle Grazie. Nella chiesa vi è un organo a canne costruito nel XIX secolo dalla casa Tronci di Pistoia.

La prima cappella dopo l’ingresso è dedicata alla Madonna delle Grazie è di proprietà dell’antico Gremio dei Massai e ne ospita il suo antico candeliere che risale alla metà dell’ottocento.
Gremio dei Massai
Cappella Beata Vergine delle Grazie
 
 
 
 
Sintesi dell'ins. Giovanna Carta